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Antecedenti storici della New Media art: Dadaismo, Mail Art, Pop Art, Fluxus, Optical Art e Videoarte

dadaismo precursori net art

Dadaismo (Raoul Hausmann – ABCD – 1918)

ABCD è un collage del 1918 realizzato, attraverso immagini riciclate da giornali e riviste dell’epoca, dall’artista tedesco Raoul Hausmann (Vienna, 12 luglio 1886 – Limoges, 1 febbraio 1971). Raoul Hausmann è stato una delle figure chiave del Dada berlinese, il suo lavoro è noto soprattutto, oltre che per i collage, per gli assemblaggi polimaterici e per i poemi sonori dalla verve squisitamente sperimentale.

 


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Mail art (On Kawara – 1977)

Il giorno 14 agosto 1977 l’artista On Kawara (Kariya, 24 dicembre 1932 – New York, 10 luglio 2014) spedisce questa cartolina postale al gallerista francese Yvon Lambert. La cartolina inviata da New York a Parigi è in realtà un’opera di Mail art (una delle primissime esperienze di “arte mediale” della storia). On Kawara infatti è un artista concettuale (noto soprattutto per la sua serie di quadri monocromatici dal titolo “today”) che a inizi carriera ha lavorato parecchio, in forma sperimentale, con cartoline postali e telegrammi.

 


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Optical art (Bridget Riley – Hesitate – 1964)

Hesitate è un dipinto su tavola dell’artista inglese Bridget Riley (Londra, 24 aprile 1931). L’opera, realizzata nel 1964, è composta da numerose file di cerchi ed ovali che finiscono con il creare sulla superficie del quadro una sorta di illusione ottica. Bridget Riley infatti è una delle più famose interpreti a livello internazionale della optical art (nota anche come op art), una corrente d’arte astratta degli anni ’60 ’70 che indaga, attraverso il mezzo pittorico, il fenomeno dell’illusione bidimensionale.

 


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Arte cinetica e programmata (Getulio Alviani – Dispersione – 1978)

Dispersione è un’opera del 1978 dell’artista Getulio Alviani (Udine, 5 settembre 1939 – Milano, 24 febbraio 2018). Alviani è stato tra i protagonisti più proficui e coerenti del versante italiano dell’arte cinetica e programmata, un tipo di arte in cui si da vita a quadri e sculture in “movimento” (arte cinetica) oppure ad opere in cui le variazioni formali e cromatiche sono realizzate mediante un programma di calcolo (arte programmata). 

 


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Pop Art (Andy Warhol – Debby Harry – 1985)

Nel 1985 la Amiga, storica fabbrica di videogiochi e computer, commissiona ad Andy Warhol (Pittsburgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987) un lavoro da realizzarsi al pc per promuovere il nuovo Amiga 1000, un computer da scrivania entrato di diritto nella storia dell’informatica. Il famosissimo artista decide di elaborare al pc un suo ritratto fotografico della cantante Debby Harry. Il risultato di questo esperimento primigenio di computer art richiama, non a caso, i toni acidi e vivaci tipici dell’arte pop.

 


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New Dada (Robert Rauschenberg – JFK – 1963)

Nel 1963 l’artista Robert Rauschenberg (Port Arthur, 22 ottobre 1925 – Captiva Island, 12 maggio 2008)  elabora questo dipinto serigrafico dal titolo “JFK“. L’opera è realizzata mediante immagini riciclate da riviste e giornali dell’epoca. La tecnica utilizzata da Rauschenberg ricorda quindi, per certi aspetti, il riciclaggio delle immagini di giornali tipiche dei collage dadaisti. Rauschenberg infatti è stato tra gli esponenti più influenti del New Dada, un movimento artistico degli anni ’50 e ’60 che si ispirava ai temi e allo stile del dadaismo storico.

 


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Fluxus (Wolf Vostell – Endogen depression – 1980)

Endogen depression è un’opera del 1980 dell’artista tedesco Wolf Vostell (Leverkusen, 14 ottobre 1932 – Berlino, 3 aprile 1998). L’installazione, una serie di televisori affiancati a pietre, lastre rotte e vecchi mobili (soprattutto tavoli e tavolini di legno) è abbastanza tipica della produzione dell’artista. Wolf Vostell, oltre che un pioniere della videoarte, è stato uno degli esponenti di punta di Fluxus, un movimento internazionale degli anni ’60 dalla vocazione anti-artistica, anti-commerciale, multi-mediale e multi-disciplinare.

 


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Videoarte (Nam June Paik – Internet dream – 1994)

Nel 1994 l’artista statunitense di origine sud coreana Nam June Paik (Seul, 20 luglio 1932 – Miami, 29 gennaio 2006) crea, su commissione di una tv tedesca, l’installazione “Internet dream“. L’opera è un video wall di 52 monitor ognuno dei quali trasmette immagini diverse. L’installazione è in sintonia con tutta la produzione precedente dell’artista a partire dalle sue storiche video sculture. Non è un caso infatti se Nam June Paik è oggi considerato come uno dei principali pionieri della videoarte internazionale.

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