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Antecedenti storici dell’arte elettronica | Vademecum Net art & New Media art

Come tutti i fenomeni culturali anche la media art ha avuto dei “precedenti storici”. La forma più primitiva di computer art nasce infatti nella prima metà degli anni ’50, quando i computer erano degli ingombranti ed oscuri calcolatori che occupavano interi stanzoni all’interno dei laboratori di ricerca. Protagonisti di questa fase furono il matematico statunitense Benjamin Francis Laposky (considerato il padre della computer grafica) e il collega tedesco Manfred Frank. 

Dadaismo

Per quanto concerne l’arte invece tra gli antecedenti storici delle arti elettroniche c’è senz’altro il movimento dadaista. Non a caso molti progetti new media utilizzano, in versione digitale, alcune delle tecniche “dada” per eccellenza come collage e fotomontaggi (nelle arti mediali infatti il riciclo di immagini, suoni e forme è praticamente la norma). Del resto basta osservare i tanti dissacratori ed ironici collage delle avanguardie primo ‘900 per capire che il “taglia, copia e incolla” non lo hanno inventato di certo i programmatori informatici!

Mail art

Altro precedente importante, almeno dal punto di vista dello “spirito”, di alcune esperienze di arte mediale è la mail art. A cavallo tra gli anni ’60 e ’70 infatti, sulla scia delle spinte pacifiste e della cultura psichedelica, era prassi, tra i giovani (artisti e non), scambiarsi delle cartoline fatte a mano dalle grafiche sognanti in segno di “comunanza”. Il circuito postale in quel caso si sostituiva ad internet permettendo a migliaia di persone in tutto il globo di dare libero sfogo alla loro voglia di comunicazione e interscambio.

Optical art, Arte cinetica e Pop art

Da un punto di vista prettamente visivo non si può negare, invece, l’ascendente che alcuni movimenti come l’Optical art, l’Arte cinetica, così come la “mediatica” Pop art, hanno avuto su tanta arte elettronica venuta dopo di loro. Nel caso dei primi due movimenti (optical e cinetico) sono palesi certe suggestioni “astratto visive” che ritroviamo in molte installazioni ambientali (anche contemporanee) frutto di elaborati calcoli algoritmici prodotti al computer. Mentre per quanto riguarda la Pop Art basti pensare che il suo guru, Andy Warhol, fu in assoluto uno dei primi artisti a servirsi di un computer per realizzare un’opera sperimentale (siamo nel 1985 in occasione del lancio del mitico Commodore Amiga 1000).

Neo Dadaismo, Fluxus e Videoarte

Infine, per terminare questo excursus non si possono trascurare le esperienze più sperimentali del Neo Dadaismo, di Fluxus e della Videoarte (emblematiche in questo senso le figure di artisti come Jean TinguelyWolf Vostell e Nam June Paik). Questi movimenti infatti, almeno agli inizi, erano animati da un furore “anti-artistico” e “anti-commerciale” molto vicino, sia nello spirito che nei modi, a quello che animerà, due decenni più tardi, i primi lavori di Net art, di Social activism e di Hacker art.

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vademecum net art capitolo 2